EDIMBURGO, LA CITTA’ DI HARRY POTTER

Edimburgo, in una fredda ma serena giornata di gennaio, è davvero una città magica. E  si capisce come la saga di Harry Potter non potesse che nascere qui. Ovviamente Harry è inglese, assolutamente inglese, ma dal suo anonimo quartiere uguale a migliaia di altri, dalla Londra postmoderna e cosmopolita, nel momento in cui accede al mondo di Hogwarts entra in una dimensione autenticamente altra. Una dimensione che trova una certa somiglianza con  un’Inghilterra arcaica, magari un po’ vittoriana, che è davvero sempre più difficile riscontrare. Non così a Edimburgo. La capitale della Scozia infatti conserva scorsi, visioni, atmosfere dell’epoca vittoriana come nessun altra località britannica.

Per certi appassionati “scotofili” Edimburgo è addirittura “troppo inglese”. In realtà Edimburgo è semplicemente se stessa, una città unica, caratterizzata dal maestoso castello che svetta su una poderosa rupe, ma anche dai quartieri oscuri della città vecchia, e dalla Royal Mile, il miglio reale che congiunge il castello all’antico Palazzo di Holyrood, che fu dei sovrani scozzesi, che vide in azione la tragica eroina Maria Stuarda e il bel Principe Charlie, l’ultima speranza di una Scozia libera. I fan di Harry Potter già da tempo associano la città di Edimburgo con J.K. Rowling: le biografie (e la leggenda) ci raccontano di questa giovane donna triste, depressa, avvilita da una storia d’amore fallita e dall’incertezza sul suo futuro professionale, che si è lasciata alle spalle il suo passato, l’Inghilterra, per cercare rifugio nella Auld Rickie (la “vecchia fumosa”, nomignolo di Edimburgo).
La biografia e la leggenda ce la propongono rannicchiata davanti a un caffè, in qualche locale dove andava a vincere il freddo, la solitudine, e a cercare ispirazione. In particolare, il luogo dove effettivamente J.K. sedette scrivendo le prime pagine di quella che sarebbe diventata una delle più celebri saghe letterarie della nostra epoca fu The Elephant House. Una coffee house e ristorante che sta al 21 di George IV Bridge. Si tratta di una via trasversale alla celeberrima Royal Mile. Peraltro questo locale è stato frequentato da altri scrittori famosi, come Ian Rankin, autore di romanzi gialli di grande successo, o come Alexander McCall-Smith, medico e scrittore, anch’egli giallista di gran classe, creatore di lady detective tra cui Isabel Dalhousie, filosofa, bioeticista, nonché valente indagatrice.
E se delle frequentazioni dell’Elephant House ogni potterfan che si rispetti già sapeva, magari non tutti sono al corrente che il legame di J.K. con la Scozia è anche famigliare. Nelle vene della figlia di Peter e Anne Rowling scorre infatti un po’ di sangue scozzese, dalla parte materna. Il suo clan di origine era quello, tristemente noto per ogni patriota della Scozia, dei Campbell. Anni fa, una pubblicità definiva questa famiglia “il più nobile dei clan”, suscitando le ire degli scozzesi che ben conoscono la loro storia, dove il nome dei Campbell significa ambizione, tradimento, spregiudicatezza, e la predisposizione ad allearsi con il nemico di sempre, l’Inghilterra, facendo i propri interessi a scapito della propria patria. E’ questo il lato Serpeverde della Rowling? In ogni caso, fosse il richiamo ancestrale del suo sangue Campbell, o la ricerca di aiuto e solidarietà dalla
sorella già trasferitasi a nord del Border, o la ricerca di lavoro in un momento – gli anni ’90- in cui la Scozia grazie ai benefici dell’incipiente devolution stava attraversando un buon momento di sviluppo economico, J.K. arrivò qui, nella Auld Reekie, e non si è più mossa.

Ma tutto questo riguarda la biografia personale della bionda scrittrice. E Harry Potter? Può davvero considerarsi figlio di Edimburgo? Se andiamo un po’ oltre la già citata Coffee House, ne avremo qualche conferma.

Al termine del George IV Bridge infatti troviamo dei quartieri che sembrano essere i luoghi ideali per ispirare il mondo magico di Harry Potter: l’orizzonte è sempre dominato dall’imponente massa del castello, ma molto più affascinante è lo spettacolo dei vecchi quartieri: la Cowgate, un tempo quartiere poverissimo, con grandi case vittoriane dal colore grigio scuro che evocano i racconti di Dickens. Laurieston, dove nell’800 vivenano Burke ed Hare, i due scavafosse al soldo di un giovane medico spregiudicato che li assoldava per procurarsi cadaveri. Una delle vicende più torbide e spaventose dell’800 britannico, che ha ispirato romanzi e film. E poi Greyfriars, un quartiere che sorge intorno alle rovine dell’antica chiesa francescana, nonché del suo cimitero. Entrare in esso reca davvero la sensazione di entrare in un altro tempo, l’impressione di uno scenario gotico dove il pericolo incombe, e i Dissennatori sembrano pronti ad uscire in ogni momento. Ma Greyfriars non è solo un luogo di paura, anzi: le lapidi ci parlano di generazioni andate, di storie di uomini e donne, e perfino di animali, di animali straordinari come Greyfriars Bobby. Molti conoscono questa commovente vicenda: un piccolo terrier fedelissimo al suo padrone che non lo volle lasciare, nemmeno dopo la sua morte. Per anni Bobby vegliò la tomba del suo amato padrone nel cimitero, finchè egli stesso non volò nel paradiso dei cani. Bobby è ricordato con una statua, e con una tombina che ha trovato posto nel cimitero che un tempo – prima della persecuzione contro i cattolici di Scozia – era stato dei Francescani, l’ordine religioso fondato dal santo più sensibile alla natura e ai nostri fratelli animali.
Poco lontano da Greyfriars poi ecco profilarsi la sagoma imponente di un celebre college, una delle più prestigiose istituzioni educative di Edimburgo, il George Heriot, e il pensiero va inevitabilmente a Hogwarts. Non è difficile pensare che sia stato questo austero edificio a ispirare J.K. Ma non è solo questo bel college ad essere entrato nell’immaginario della Rowling: ci sono i tanti piccoli vicoli, i minuscoli negozi, le micro-librerie con polverosi tomi antichi che si trovano nelle vie tra Grassmarket e Laurieston, o i quartieri vicino all’università brulicanti di allegri giovani studenti.

Insomma, Harry Potter è figlio di questa Edimburgo, di questa città che sembra fatta apposta per gli  scrittori: qui vissero infatti Sir Walter Scott, l’inventore del moderno romanzo storico, prolifico creatore di avventure collocate nei tempi antichi. E poi ancora Robert Burns, visionario e trasgressivo poeta di fine ‘700. E ancora Robert Louis Stevenson, creatore di capolavori come L’Isola del Tesoro e di quell’opera inquietante e geniale che è Lo strano caso del Dr. Jeckyll e Mr. Hyde. Edimburgo, che ha visto nascere questi capolavori, opere piene di avventura e sulle quali si allunga l’ombra del soprannaturale, continua ad essere fonte di ispirazione per scrittori, e per chi voglia capire di più la misteriosa genesi di Harry Potter, oltre che usufruire della impedibile lettura di Potterologia, potrebbe essere molto utile fare un giro da queste parti.

Paolo Gulisano

UNA GIORNATA A HOGWARTS

Resoconto dal PotteRaduno dei fans di Harry Potter -  4 Febbraio 2012 (Fiera del Fumetto, Novegro Esposizioni, Milano)

Il 4 e 5 febbraio 2012, a Novegro, sobborgo alla periferia est di Milano, è accaduta una magia: decine di persone, estranee fra loro, si sono incontrate come in una grande famiglia nel nome di una passione comune, quella per il magico mondo creato dalla penna di J.K.Rowling. Nella cornice della Fiera del Fumetto, una parte del padiglione si è trasformata nella Sala Grande, nell’Aula di Pozioni o di Cura delle Creature Magiche, nel Binario 9 e ¾ e nelle vie di Hogsmeade, ricche di bancarelle e negozi per ogni gusto, dalla Gringott a Mielandia (con tanto di Cioccorane e Gelatine Tuttigusti+1); c’è stato un via vai costante di mantelli e cappelli a punta. Il programma dei due giorni era ricco di incontri; lezioni di Pozioni con un fantastico Prof. Piton o di Astronomia con il Circolo Astrofili di Rozzano, e poi quiz potteriani, Divinazione, e incontri con alcuni autori che si sono cimentati in libri sull’universo letterario di Harry Potter. Tra loro, c’eravamo anche noi di Potterologia; insieme a me, Marina Lenti, ormai amica che vedo sempre con grande gioia, e Paolo Gulisano, che ho avuto il grande piacere finalmente di conoscere.

Con la splendida vetrata della Sala Grande a farci da sfondo, abbiamo trascorso un’ora e poco più a raccontare della nostra avventura potterologica; come è nata l’idea, come ci siamo trovati coinvolti, lo scopo benefico a favore di Theodora onlus, le nostre impressioni. Ciascuno di noi ha raccontato brevemente l’argomento del suo saggio, arricchendolo con excursus e approfondimenti; Marina ha raccontato della figura storica di Nicolas Flamel, del suo rapporto con l’alchimia e di come questa possa influenzato la Rowling nella stesura della saga. Io ho parlato della rappresentazione del mondo animale in Harry Potter e del perché i Dissennatori non possono essere considerate creature, e Paolo ha parlato dell’amicizia in Harry Potter ma anche dei luoghi della Rowling e delle suggestioni che l’hanno ispirata, come quelli della Scozia e della città di Edinburgo.

Il pubblico era numeroso e molto attento; alla fine ci sono state anche domande e commenti, in particolare un dibattito sulla differenza tra saggistica e fan fiction. A fine presentazione, molti si sono avvicinati per scambiare impressioni e commenti con noi autori; è stato bellissimo vedere come i libri di Harry Potter parlino al cuore di così tante persone e ispirino sia sensazioni comuni e condivise sia personali e uniche.

La giornata poi per me è proseguita con una nuova, entusiasmante esperienza; vestire per un’ora i panni dell’insegnante di Cura delle Creature Magiche, la Prof.ssa Caporal. Sono stati gli organizzatori del raduno, trovatisi all’ultimo con un ‘buco’ nel programma, a chiedermi di preparare una lezione, in quanto ‘esperta’ (anche se è una parola grossa) di animali nel mondo di Harry Potter. Confesso che ero molto agitata all’idea, avevo paura di fare una brutta figura davanti a tante persone, ma non potevo lasciarmi scappare l’occasione di contribuire a dare vita, per un giorno, al mondo di Hogwarts. Così, vestita di abito lungo, mantello nero, cappello da strega e rigorosamente armata di bacchetta ho “testato” i miei numerosi studenti con un quiz su alcuni animali fantastici (volutamente spiritoso, secondo il migliore spirito rowlinghiano) tra i più curiosi e i meno conosciuti, come il Plimpy, il Dugbog e il Camuflone. Ho concluso la lezione con la Sfinge e il suo enigma (ideato e gentilmente concesso da Livia Rocchi, editor di Potterologia) e un certificato di promozione per i bravissimi allievi.

E’ stata un’esperienza unica, divertentissima e anche, in un certo senso, commovente. Sì, non ho sbagliato aggettivo; è stato commovente vedere quanto un mondo immaginario ma estremamente reale e fantastico abbia significato, e continui a significare, per così tante persone, unendole all’insegna della creatività, dell’allegria e della voglia di stare insieme.
Non posso non concludere ringraziando di cuore i fantastici organizzatori Angela Martinetti(www.le3befane.com) che ha creato anche la maggior parte dei materiali esposti, Paola Bottero (http://www.giratempopub.it/), Enrico Rinaldi e Daniela Marchegiani, che hanno reso la magia reale perché, come ha detto J.K.Rowling:

“Hogwarts sarà sempre là per accoglierci a casa”.

Chiara Segré

La foto di Chiara Segré nei panni della Prof.ssa Caporal sono state effettuate da Rosella Mariotti.

Le foto degli ambienti sono prese dalla gallery della pagina Facebook ufficiale del PotteRaduno

http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/PotteRaduno-4-5-Febbraio-Milano/309051769114953

 

 

 

POTTEROLOGIA IL PROSSIMO WEEKEND A MILANO

Vi ricordiamo l’appuntamento di domenica 12 febbraio, ore 17.30  presentazione di Potterologia alla Mondadori Multicenter di via Marghera 28, Milano.

Presenzieranno  le autrici Chiara Codecà e Chiara Valentina Segré, che parleranno di illustrazione potteriana e animali fantastici.

Non mancate!

MAMMA O NON MAMMA: LE MADRI ‘MINORI’ IN HARRY POTTER

Visto il successo riscosso dal saggio Mamma o non mamma, scritto da Amneris Di Cesare per Potterologia, l’autrice ha pensato di mettere a disposizione dei lettori un saggio extra, che potete scaricare gratuitamente nell’omonima sezione di questo blog (sotto l’elaborato del secondo concorso), riguardante le figure materne minori della saga.

Si tratta di quelle madri che vengono appena accennate, come ad esempio la madre di Luna o di Tonks, e che, ciononostante, la Rowling riesce a far emergere dalla pagina con poche, sapienti pennellate.

Aspettiamo naturalmente i vostri commenti!

A NOVEGRO, LEZIONE DI CURA DELLE CREATURE MAGICHE

Vi abbiamo già notiziati sul grande evento potteriano che si terrà il prossimo weekend a Novegro (MI), ma vogliamo ora focalizzarci su un dettaglio del programma, la Lezione di Cura delle Creature Magiche che si terrà sabato 4 alle 14.30, perché sarà tenuta nintepopodimeno che dalla nostra naturalista potterica, Chiara Valentina Segré!

Vestendo i panni della professoressa Caporal, Chiara si soffermerà sulla figura di Newt Scamandro e spiegherà la classificazione degli Animali Fantastici.

Quindi distribuirà alla classe un quiz a risposta multipla, da vagliare attentamente.Successivamente,  le risposte verranno commentate e spiegate alla classe, approfondendo alcuni degli Animali Fantastici. Chiuderà il seminario l’Indovinello della Sfinge, che gli allievi dovranno provare a sciogliere.

POTTEROLOGIA AL 10°POSTO DI AMAZON!

Abbiamo il piacere di annunciare che, nella classifica di Amazon.it relativa ai saggi più popolari riguardanti la letteratura per ragazzi, e a ben quattro mesi dalla sua pubblicazione, il nostro Potterologia si piazza a un lusinghierissimo decimo posto, accanto ad autori del calibro di Gianni Rodari e Silvana de Mari (rispettivamente al primo e all’ottavo posto)!

Ne siamo ovviamente entusiasti, ma soprattutto speriamo che, in sede di rendicontazione, questo si traduca in una bella sommetta a favore dei bambini oggetto delle cure di Theodora.it

Un grazie a chi ha deciso di acquistare il volume permettendoci quetso traguardo e un invito a continuare a passare parola!

L’esclusione dei Dissennatori nell’elenco degli Animali Fantastici

Questo breve articolo è in realtà uno spunto di riflessione che, in origine, era incluso nella prima stesura del mio saggio di PotterologiaNon svegliate il drago che dorme: il mondo animale in Harry Potter, e che poi è stato tagliato per limiti di spazio.

Ora lo propongo ai lettori del blog perché, mio avviso, riassume molto bene la visione rowlinghiana non solo del mondo animale, ma di tutto il suo universo letterario.

Forse solo i lettori più attenti hanno notato che in Animali Fantastici manca completamente la descrizione di una delle ‘creature’ meglio riuscite e che compaiono in maniera ricorrente nella saga dal Prigioniero di Azkaban in poi: i terribili
Dissennatori. Data l’importanza e la centralità dei Dissennatori nella trama di tutta la saga, è improbabile che la Rowling non li abbia inseriti in Animali Fantastici ‘per semplice dimenticanza’; verosimilmente si è trattata di una scelta intenzionale, pregna di significati. Cerchiamo di analizzarli brevemente.
Non tutti gli animali descritti in Animali Fantastici sono ‘benevoli’. Alcuni sono decisamente pericolosi per gli esseri umani:  ad esempio l’Acromantula, il Basilisco e la Manticora, già analizzati nel saggio Non svegliate il drago che dorme, ma anche il Lethifold o il Nundu. Quest’ultimo è descritto come “la bestia più pericolosa del mondo”, un grosso leopardo dal fiato pestilenziale capace di sterminare interi villaggi (1). Rieccheggiano, in questa figura, gli spauracchi degli animali portatori di gravi epidemie, come la peste veicolata dai ratti. Ma se il Nundu è alquanto pericoloso, il Lethifold non è da meno:  una creatura dalla forma di un velo spesso oltre un centimetro, predatore attivo verso i maghi:

“striscia nella notte, soffoca la sua preda nel sonno e scompare appena più spesso di prima, e della vittima non c’é più traccia” (2).

La sua tecnica di caccia ricorda quella dei grossi serpenti come il boa o l’anaconda. Curiosamente, l’unica arma per sconfiggere un Lethifold é l’Incanto Patronus (3) , lo stesso incantesimo che respinge i Dissennatori. Entrambi amano il buio e l’oscurità, condividono come elemento descrittivo caratterizzante ‘il mantello’, ma presentano anche una sostanziale differenza: il Lethifold uccide, il Dissennatore no, o per lo meno non uccide il corpo. Il Dissennatore uccide l’anima, succhiando ogni bel ricordo; come dichiarato dalla stessa Rowling, essi sono la personificazione letteraria della depressione, malattia tremenda che afflisse la stessa scrittrice dopo il divorzio dal primo marito. Le vittime dei Dissennatori, a differenza di quelle del Lethifold, sono vive ma sono solo gusci vuoti, involucri che hanno perso loro stessi ma che continuano a sopravvivere, condizione di gran lunga peggiore della morte. Ed é proprio questo il nodo della questione; il Lethifold, per quanto letale, è una creatura che risponde al suo istinto, alla sua natura di predatore e, in quanto tale, gli viene comunque riconosciuto lo status di animale e quindi una sua dignità intrinseca come essere vivente; cosa che non avviene con i Dissennatori, a cui, giustamente, non è dedicata nemmeno una riga in Animali Fantastici.

I Dissennatori non sono ‘esseri biologici’: sono Ombre generate degli esseri umani, il prodotto della depressione, della meschninità, della disperazione, nascono negli angoli più bui delle società umane, figli del degrado e della povertà.
La Rowling ci sta suggerendo una grande verità: per quanto pericolosi e selvaggi possano essere alcuni animali in carne e ossa (magici o meno), non lo sono mai quanto i ‘mostri’ interiori e le paure più profonde in cui può sprofondare l’animo umano.

Come saggiamente dicevano i latini: Homo, non animalia, homini lupus (l’uomo, non gli animali, è un lupo per l’uomo).

Chiara Segré

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NOTE

1. Animali fantastici dove trovarli, pag.32 J.K.Rowling, Salani
2. Animali fantastici dove trovarli, pag.26 J.K.Rowling, Salani
3. Animali fantastici dove trovarli, pag.27 J.K.Rowling, Salani

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