INTERVISTA A PAOLO GULISANO, AUTORE DEL SAGGIO ‘LA COMPAGNIA DI HOGWARTS’


Perché hai aderito al progetto?

Il progetto di Potterologia mi ha molto colpito da subito: una raccolta di saggi, non proprio organica, ma originale, che esplorasse zone ancora poco battute del mondo di Harry Potter, andava assolutamente presa in considerazione, e così è stato. Non nego che anche la finalità benefica e filantropica dell’iniziativa mi è piaciuta molto. A volte noi scrittori corriamo il rischio di essere un po’ narcisisti, e allora fare qualcosa non solo per la propria “gloria” è un ottimo antidoto contro questo rischio.

Quali sono state le maggiori difficoltà del saggio?

Devo dire che la scelta del tema è stata assolutamente spontanea e immediata. Avevo proprio voglia di dire qualcosa sul tema dell’amicizia nell’universo di Hogwarts, che a mio avviso rappresenta uno degli aspetti fondamentali dell’opera. Per quanto riguarda il materiale, non esistevano in circolazione saggi analoghi con cui confrontarmi, per cui ho lavorato con le fonti, setacciando i sette libri per individuare i passaggi più significativi relativi al tema dell’amicizia, e ho fatto riferimento anche al modo in cui questo tema è rappresentato dai due maggiori esponenti del Fantasy britannico del ‘900, Tolkien e Lewis. Devo quindi dire che la maggiore difficoltà è stata sintetizzare in poche pagine un tema piuttosto ampio e complesso.

Quali sono state le maggiori difficoltà del lavorare in team?

Davvero nessuna! È stato invece molto divertente. Ho già al mio attivo alcuni libri fatti a 4 mani, e anche lì la cosa era stata molto simpatica e priva di difficoltà, ma fare un libro in così ampia compagnia non mi era mai capitato, e il tutto è avvenuto senza criticità alcuna. Nemmeno il fatto di essere l’unico maschietto in un gruppo di fanciulle ha creato difficoltà, anzi: il contatto con il creativo genio femminile è stato utilissimo!

Quali sono stati i maggiori pregi del lavorare in team?

E’ stato molto interessante il lavoro preparatorio, il dibattito preliminare, gli scambi di idee via mail che personalmente mi hanno arricchito, fornendomi diversi spunti di riflessione.

Qual è stato il momento più gratificante?

Vedere, come sempre, il lavoro finito, al termine anche di un eccellente lavoro di editing,

Cosa hai imparato da quest’esperienza?

Dai saggi delle colleghe ho capito e apprezzato ancor di più il mondo di Harry Potter. Molte cose dei vari saggi mi hanno veramente stupito, e credo che leggerli farebbe bene anche alla stessa Rowling!

La rifaresti?

Decisamente sì.

Perché?

Perché scrivere è sempre una fantastica avventura.

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