THE CASUAL VACANCY – LA RECENSIONE N. 3


chiara segre 2Dopo le recensioni di Valentina Oppezzo e Marina Lenti, ecco qui di seguito il parere di un’altra Potterologa, Chiara Valentina Segré:

La prima cosa da tenere bene in mente nell’approcciarsi alla lettura di The Casual Vacancy è: “Scordatevi Harry Potter”. Dimenticatevi le magiche atmosfere, gli incantesimi, scordatevi una Hogwarts dove si può scappare da una grigia e mediocre realtà. In The Casual Vacancy, la realtà viene sbattuta davanti agli occhi in tutta la sua ipocrisia, la sua violenza, i suoi risvolti più tragici e drammatici. In The Casual Vacancy non c’è un singolo protagonista: il romanzo è costruito intorno all’intera comunità di Pagford, paese immaginario ma specchio delle tipiche cittadine della campagna inglese. Gli equilibri della città vengono sconvolti alla morte di Barry Fairbrother, consigliere comunale, e uno dei pochi personaggi davvero positivi. Barry viene dai Fields, il quartiere di case popolari ai confini di Pagford che tanto crea scandalo nella cittadina perché ospita quelli che la borghesia perbenista di Pagford considera i “rifiuti della società”. Ma Barry è riuscito a emergere, a farsi una posizione di tutto rispetto: è la prova vivente che se una possibilità viene data, ognuno può riscattarsi. E questo al tempo stesso incute rispetto e spavento in una certa parte della società di Pagford. Alla morte di Barry, si scatena una guerra per accaparrarsi il suo seggio vacante nel consiglio comunale, ma anche una guerra nelle relazioni di Pagford. Genitori in guerra con i figli, ricchi contro meno abbienti. I numerosi personaggi le cui vicende si intrecciano fanno emergere tutte le contraddizioni e le ombre della moderna società.

L’impronta dello stile della Rowling è lo stesso di Harry Potter: grande maestria nella caratterizzazione dei personaggi, delle relazioni fra essi, e abilità nelle descrizioni dei luoghi e delle atmosfere, fisiche e psicologiche. La Rowling si conferma un’acuta e attenta osservatrice della realtà contemporanea e della natura umana. E’ un romanzo molto introspettivo, che non risparmia di descrivere la crudità e la violenza delle situazioni più degenerate. Dal punto di vista stilistico, ha ricevuto molte critiche: all’autrice di questa recensione, nel complesso, il romanzo è piaciuto molto, nonostante le lunghe parentesi di “flashback” col quale la Rowling spezza la narrazione. La storia fa un po’ fatica a decollare nelle prime 80 pagine, in quanto vengono presentati i numerosi personaggi e il lettore deve spendere qualche energia in più a ricordarsi nomi e caratteristiche, ma la fatica viene premiata quando la vicenda si intreccia e prende forma in un puzzle complesso e articolato.

In conclusione, non leggete The Casual Vacancy se volete essere rassicurati che il mondo non è così brutto come sembra. E’ un romanzo controverso, duro e a tratti tragico, ma che ha l’indiscutibile pregio di far riflettere. Certo, non si può non pensare ogni tanto, con una punta di nostalgia, a quanto era bello, anche nei momenti più difficili, sapere che c’era sempre un Albus Silente a ricordarci che il mondo nonostante tutto è un luogo magico.

Chiara Valentina Segré

IL POTTERO-BLOG NEL 2012


I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

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Clicca qui per vedere il rapporto completo.

BUONE FESTE


THE CASUAL VACANCY – LA RECENSIONE N. 2


Dopo la recensione di Valentina Oppezzo, autrice potterologica del saggio I 7 volti di Voldemort al cinema, questa volta è Marina Lenti, autrice potterologica del saggio La Fonte della buona sorte: un’allegoria alchemica sul senso della vita a offrire la sua visione sul romanzo rowlinghiano, nella recensione che potete seul suo blog personale a questo link.

 

Come di consueto, attendiamo i vostri commenti.

THE CASUAL VACANCY – LA RECENSIONE N.1


Dopo aver letto l’ultima fatica letteraria di J.K.Rowling, il primo pensiero che mi balena nella mente e’ che The Casual Vacancy sta alla Rowling come Equus sta a Daniel Radcliffe. Mi spiego.

Nel 2007, Daniel Radcliffe impersona il ruolo di Alan Strang nella piece teatrale Equus. Il personaggio di Alan e’ controverso: psicologicamente instabile, sessualmente attratto dai cavalli, incline a denudarsi (secondo copione) di fronte all’intero pubblico del Gielgud Theatre di Londra (e io c’ero). L’intento di Radcliffe, quando scelse di impersonare questo ruolo, e’ evidente: quello di “sdoganarsi” da Harry Potter e di evitare il rischio di rimanere per sempre “appiccicato” all’immagine del bravo ragazzo e dell’eroe.

Con The Casual Vacancy, J.K.Rowling sembra voler percorrere la stessa strada di Radcliffe, e provare al mondo che non ha bisogno di Mr. Potter per essere una talentuosa e venduta scrittrice. Sembra allora aver creato un romanzo che ribalta e porta agli estremi ogni qualita’ e caratteristica che hanno condotto Harry Potter al successo.

Se da un lato la saga del giovane mago era la quintessenza dell’immaginazione e del fantastico, il nuovo romanzo invece e’ crudo, realistico, non da’ spazio a voli di fantasia. Se la sua saga era, fin dal titolo, dedicata a un personaggio centrale e protagonista, TCV invece e’ un romanzo corale, in cui una miriade di personaggi cercano di rubarsi la scena (sono cosi’ tanti che, all’inizio, si fa fatica a ricordarsi chi e’ chi e chi fa cosa). Se in Harry Potter i giovani adolescenti erano casti e puri al punto da arrossire se si scambiavano un bacino, nel nuovo romanzo l’elemento sessuale e’ presente con un’insistenza che a tratti e’ piuttosto gratuita. Un esempio: nell’introdurre una persona di robusta costituzione (il personaggio di Howard), la Rowling la descrive dicendo: [..] most people thought instantly of his penis when they first clapped eyes on him, wondering when he had last seen it, how he washed it, how he managed to perform any of the acts for which a penis is designed. Ora, davvero, dubito che questa sia la prima cosa che passi per la mente in questa situazione… Che la Rowling abbia cercato di cavalcare l’onda dell’attuale successo di 50 sfumature di grigio e derivati?

Comunque, il gioco a trovare gli opposti puo’ proseguire ancora. Ma il punto e’: se mi e’ chiaro perché un giovane attore come Radcliffe voglia avere una carriera dopo Harry Potter, non capisco invece, a libro finito, le motivazioni dietro la scrittura e la pubblicazione di The Casual Vacancy. Perche’, dopo aver trovato in Harry Potter la formula vincente, che ha fatto vendere piu’ di 400 milioni di copie, si sceglie di scrivere un libro che nega, uno per uno, tutti gli ingredienti della formula? Perché scriverlo? Non credo per i soldi, ne’ per la fama. Perché é prendere le distanze, come scrittrice, dalla propria stessa, perfetta e fantastica, creazione? Perché pubblicarlo? Perché leggerlo? L’unica domanda a cui so rispondere e’ l’ultima: io l’ho fatto perche’ l’autrice era la stessa della saga fantasy piu’ incredibile e favolosa che abbia mai letto. Purtroppo, pero’, questo e’ il motivo peggiore per acquistare The Casual Vacancy dal momento che, se ti e’ piaciuto Harry Potter, le chance di non apprezzare questo nuovo romanzo sono decisamente molto elevate.

Un po’ di trama allora. In una piccola cittadina inglese, abitata da personaggi altrettanto “piccoli” in quanto statura morale , Barry Fairbrother, membro dell’amministrazione locale della citta’, muore improvvisamente per un aneurisma (per qualche capitolo, il lettore puo’ coltivare la segreta speranza che si tratti invece di omicidio, ma no, non e’ quel tipo di libro). La sua posizione, allora, rimane vacante, e la sua dipartita, nonche’ la disputa per chi deve prendere il suo posto, creano una sorta di reazione a catena, in cui sono coinvolti molti abitanti della citta’, fino a portare al tragico finale (no, non e’ spoiler, si sapeva gia’. J.K.Rowling ha dichiarato che she would not want to talk to anyone who did not cry at the end of this book. Ops, J.K.,mi sa che devi cancellarmi dall’agenda dei tuoi contatti allora…).

Nel romanzo vengono affrontati i temi piu’ seri, che attraversano le vite dei vari personaggi della storia. Dal razzismo, alla droga, alla pedofilia, al disagio delle periferie, alla violenza domestica, al perbenismo delle classi borghesi, alle problematiche matrimoniali, alla corruzione dei politici ecc. ecc. Da questo punto di vista, tanto di cappello a J.K.Rowling, che si confronta con tematiche non facili, e non lo fa con leggerezza (ma con un po’ di sana ironia, quello si’). Nel descrivere un mondo crudemente realistico in cui tutti i sogni e le speranze muoiono uno dopo l’altro (rappresentate, simbolicamente, dalla morte di Barry, unico personaggio davvero positivo del romanzo), l’autrice sicuramente riesce con successo a trasmettere una forte sensazione di disagio e insofferenza nel lettore.

Sia chiaro, The Casual Vacancy, di per se’, non e’, diciamo cosi’, illeggibile.

La struttura narrativa e’ intessante: le azioni dei numerosi personaggi, inizialmente descritti in quanto individui separati, pian piano si rivelano come interconesse in una ragnatela di relazioni, in cui ogni piccola mossa ha conseguenze, positive o negative, ma spesso inaspettate. Purtroppo, per iniziare a apprezzare questa complessa struttura, bisogna riuscire a superare il tedio e la noia delle prime pagine del romanzo, in cui la Rowling non riesce a gestire con efficacia il peso di giostrare tutti questi personaggi. Leggendo recensioni online, c’e’ chi consiglia di stringere i denti e superare le prime 80 pagine, chi le prime 100, io, purtroppo, direi che le prime 200 sono state faticose alla lettura, e 200, mi si consenta, sono tante .

Tornando ai pregi della struttura, l’idea alla base e’ altrettanto accattivante: prendi un personaggio positivo, simbolo di una possibile rinascita personale e superamento di eterne rivalita’ tra classi sociali, e fallo morire alla fine del primo capitolo, con numerose questioni lasciate in sospeso. Me la vedo la Rowling che inventa per Barry, con precisione meticolosa, tutte le vicende della sua esistenza, e poi invece inizia il romanzo a poche ore dalla sua morte (il primo capitolo, certamente, e’ brilliant: si inizia a leggere con l’impressione che Barry sia il protagonista e poi zac, muore sotto ai nostri occhi dopo poche pagine). Purtroppo, allo stesso tempo, la sensazione di trovarsi di fronte ad un esercizio stilistico, assegnato agli studenti in una classe di scrittura, e’ alta. Certo, se a svolgerlo e’ J.K.Rowling, i risultati sono ammirevoli, ma di nuovo, allora, e’ viva la sensazione di star leggendo un testo scritto per provare al mondo le proprie abilita’ di scrittura, per un bel voto in pagella…

Insomma, non mi sento di sconsigliare totalmente la lettura di The Casual Vacancy, ma consiglio di iniziare a leggerlo “preparati”. Preparati a superare il paradosso che non vada letto perche’ si spera in una esperienza magica e fantasiosa a’ la Harry Potter, ma allo stesso tempo, se si decide di proseguire nella lettura e superare lo scoglio di pagine e pagine poco accattivanti, e’ solo perche’ l’autrice e’ J.K.Rowling, la stessa che ci ha fatto sognare e vivere una seconda, magnifica vita con Harry Potter. E a questo punto, mi auguro che la Rowling decida di nuovo di intrattenerci con le storie di maghi, e lasci raccontare le vicende dei babbani a chi non deve dimostrare al mondo di esserne capace.

Valentina Oppezzo

THE CASUAL VACANCY: LE RECENSIONI POTTEROLOGICHE


L’ultima fatica di J.K. Rowling sta dividendo le opinioni anche all’interno del nostro gruppo di Potterologia: chi lo ha apprezzato, chi non l’ha digerito e anchi chi sta tuttora arrancando per riuscire ad arrivare fino in fondo, tenendo duro per vedere se alla fine sarà premiato o completamente deluso.
A partire da domani inizieremo dunque a postare le nostre recensioni.

Aprirà le danze Valentina Oppezzo, autrice di ‘I 7 volti di Voldemort al cinema’ per quanto riguarda il nostro Potterologia e di Harry Potter al cinema per quanto riguarda il suo saggio monografico in volume.

Naturalmente attendiamo anche i vostri commenti, non mancate!

DUE CHAT POTTERIANE IN ARRIVO


Oggi, 1 novembre 2012, alle ore 21,00, Marina Lenti sarà ospite del portale Lumos   per una chiacchierata in chat sugli elementi soprannaturali della saga di Harry Potter, intitolata Magia e Metafisica.

L’appuntamento verrà replicato il 7 novembre, sempre alle ore 21,00, sul portale Giratempoweb.

In palio, per gli intervenuti, una copia de La Metafisica di Harry Potter, il nuovo saggio di Marina uscito il 19 ottobre scorso.

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