IL POTTERO-BLOG NEL 2012


I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 5.800 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 10 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

BUONE FESTE


THE CASUAL VACANCY – LA RECENSIONE N. 2


Dopo la recensione di Valentina Oppezzo, autrice potterologica del saggio I 7 volti di Voldemort al cinema, questa volta è Marina Lenti, autrice potterologica del saggio La Fonte della buona sorte: un’allegoria alchemica sul senso della vita a offrire la sua visione sul romanzo rowlinghiano, nella recensione che potete seul suo blog personale a questo link.

 

Come di consueto, attendiamo i vostri commenti.

THE CASUAL VACANCY – LA RECENSIONE N.1


Dopo aver letto l’ultima fatica letteraria di J.K.Rowling, il primo pensiero che mi balena nella mente e’ che The Casual Vacancy sta alla Rowling come Equus sta a Daniel Radcliffe. Mi spiego.

Nel 2007, Daniel Radcliffe impersona il ruolo di Alan Strang nella piece teatrale Equus. Il personaggio di Alan e’ controverso: psicologicamente instabile, sessualmente attratto dai cavalli, incline a denudarsi (secondo copione) di fronte all’intero pubblico del Gielgud Theatre di Londra (e io c’ero). L’intento di Radcliffe, quando scelse di impersonare questo ruolo, e’ evidente: quello di “sdoganarsi” da Harry Potter e di evitare il rischio di rimanere per sempre “appiccicato” all’immagine del bravo ragazzo e dell’eroe.

Con The Casual Vacancy, J.K.Rowling sembra voler percorrere la stessa strada di Radcliffe, e provare al mondo che non ha bisogno di Mr. Potter per essere una talentuosa e venduta scrittrice. Sembra allora aver creato un romanzo che ribalta e porta agli estremi ogni qualita’ e caratteristica che hanno condotto Harry Potter al successo.

Se da un lato la saga del giovane mago era la quintessenza dell’immaginazione e del fantastico, il nuovo romanzo invece e’ crudo, realistico, non da’ spazio a voli di fantasia. Se la sua saga era, fin dal titolo, dedicata a un personaggio centrale e protagonista, TCV invece e’ un romanzo corale, in cui una miriade di personaggi cercano di rubarsi la scena (sono cosi’ tanti che, all’inizio, si fa fatica a ricordarsi chi e’ chi e chi fa cosa). Se in Harry Potter i giovani adolescenti erano casti e puri al punto da arrossire se si scambiavano un bacino, nel nuovo romanzo l’elemento sessuale e’ presente con un’insistenza che a tratti e’ piuttosto gratuita. Un esempio: nell’introdurre una persona di robusta costituzione (il personaggio di Howard), la Rowling la descrive dicendo: [..] most people thought instantly of his penis when they first clapped eyes on him, wondering when he had last seen it, how he washed it, how he managed to perform any of the acts for which a penis is designed. Ora, davvero, dubito che questa sia la prima cosa che passi per la mente in questa situazione… Che la Rowling abbia cercato di cavalcare l’onda dell’attuale successo di 50 sfumature di grigio e derivati?

Comunque, il gioco a trovare gli opposti puo’ proseguire ancora. Ma il punto e’: se mi e’ chiaro perché un giovane attore come Radcliffe voglia avere una carriera dopo Harry Potter, non capisco invece, a libro finito, le motivazioni dietro la scrittura e la pubblicazione di The Casual Vacancy. Perche’, dopo aver trovato in Harry Potter la formula vincente, che ha fatto vendere piu’ di 400 milioni di copie, si sceglie di scrivere un libro che nega, uno per uno, tutti gli ingredienti della formula? Perché scriverlo? Non credo per i soldi, ne’ per la fama. Perché é prendere le distanze, come scrittrice, dalla propria stessa, perfetta e fantastica, creazione? Perché pubblicarlo? Perché leggerlo? L’unica domanda a cui so rispondere e’ l’ultima: io l’ho fatto perche’ l’autrice era la stessa della saga fantasy piu’ incredibile e favolosa che abbia mai letto. Purtroppo, pero’, questo e’ il motivo peggiore per acquistare The Casual Vacancy dal momento che, se ti e’ piaciuto Harry Potter, le chance di non apprezzare questo nuovo romanzo sono decisamente molto elevate.

Un po’ di trama allora. In una piccola cittadina inglese, abitata da personaggi altrettanto “piccoli” in quanto statura morale , Barry Fairbrother, membro dell’amministrazione locale della citta’, muore improvvisamente per un aneurisma (per qualche capitolo, il lettore puo’ coltivare la segreta speranza che si tratti invece di omicidio, ma no, non e’ quel tipo di libro). La sua posizione, allora, rimane vacante, e la sua dipartita, nonche’ la disputa per chi deve prendere il suo posto, creano una sorta di reazione a catena, in cui sono coinvolti molti abitanti della citta’, fino a portare al tragico finale (no, non e’ spoiler, si sapeva gia’. J.K.Rowling ha dichiarato che she would not want to talk to anyone who did not cry at the end of this book. Ops, J.K.,mi sa che devi cancellarmi dall’agenda dei tuoi contatti allora…).

Nel romanzo vengono affrontati i temi piu’ seri, che attraversano le vite dei vari personaggi della storia. Dal razzismo, alla droga, alla pedofilia, al disagio delle periferie, alla violenza domestica, al perbenismo delle classi borghesi, alle problematiche matrimoniali, alla corruzione dei politici ecc. ecc. Da questo punto di vista, tanto di cappello a J.K.Rowling, che si confronta con tematiche non facili, e non lo fa con leggerezza (ma con un po’ di sana ironia, quello si’). Nel descrivere un mondo crudemente realistico in cui tutti i sogni e le speranze muoiono uno dopo l’altro (rappresentate, simbolicamente, dalla morte di Barry, unico personaggio davvero positivo del romanzo), l’autrice sicuramente riesce con successo a trasmettere una forte sensazione di disagio e insofferenza nel lettore.

Sia chiaro, The Casual Vacancy, di per se’, non e’, diciamo cosi’, illeggibile.

La struttura narrativa e’ intessante: le azioni dei numerosi personaggi, inizialmente descritti in quanto individui separati, pian piano si rivelano come interconesse in una ragnatela di relazioni, in cui ogni piccola mossa ha conseguenze, positive o negative, ma spesso inaspettate. Purtroppo, per iniziare a apprezzare questa complessa struttura, bisogna riuscire a superare il tedio e la noia delle prime pagine del romanzo, in cui la Rowling non riesce a gestire con efficacia il peso di giostrare tutti questi personaggi. Leggendo recensioni online, c’e’ chi consiglia di stringere i denti e superare le prime 80 pagine, chi le prime 100, io, purtroppo, direi che le prime 200 sono state faticose alla lettura, e 200, mi si consenta, sono tante .

Tornando ai pregi della struttura, l’idea alla base e’ altrettanto accattivante: prendi un personaggio positivo, simbolo di una possibile rinascita personale e superamento di eterne rivalita’ tra classi sociali, e fallo morire alla fine del primo capitolo, con numerose questioni lasciate in sospeso. Me la vedo la Rowling che inventa per Barry, con precisione meticolosa, tutte le vicende della sua esistenza, e poi invece inizia il romanzo a poche ore dalla sua morte (il primo capitolo, certamente, e’ brilliant: si inizia a leggere con l’impressione che Barry sia il protagonista e poi zac, muore sotto ai nostri occhi dopo poche pagine). Purtroppo, allo stesso tempo, la sensazione di trovarsi di fronte ad un esercizio stilistico, assegnato agli studenti in una classe di scrittura, e’ alta. Certo, se a svolgerlo e’ J.K.Rowling, i risultati sono ammirevoli, ma di nuovo, allora, e’ viva la sensazione di star leggendo un testo scritto per provare al mondo le proprie abilita’ di scrittura, per un bel voto in pagella…

Insomma, non mi sento di sconsigliare totalmente la lettura di The Casual Vacancy, ma consiglio di iniziare a leggerlo “preparati”. Preparati a superare il paradosso che non vada letto perche’ si spera in una esperienza magica e fantasiosa a’ la Harry Potter, ma allo stesso tempo, se si decide di proseguire nella lettura e superare lo scoglio di pagine e pagine poco accattivanti, e’ solo perche’ l’autrice e’ J.K.Rowling, la stessa che ci ha fatto sognare e vivere una seconda, magnifica vita con Harry Potter. E a questo punto, mi auguro che la Rowling decida di nuovo di intrattenerci con le storie di maghi, e lasci raccontare le vicende dei babbani a chi non deve dimostrare al mondo di esserne capace.

Valentina Oppezzo

THE CASUAL VACANCY: LE RECENSIONI POTTEROLOGICHE


L’ultima fatica di J.K. Rowling sta dividendo le opinioni anche all’interno del nostro gruppo di Potterologia: chi lo ha apprezzato, chi non l’ha digerito e anchi chi sta tuttora arrancando per riuscire ad arrivare fino in fondo, tenendo duro per vedere se alla fine sarà premiato o completamente deluso.
A partire da domani inizieremo dunque a postare le nostre recensioni.

Aprirà le danze Valentina Oppezzo, autrice di ‘I 7 volti di Voldemort al cinema’ per quanto riguarda il nostro Potterologia e di Harry Potter al cinema per quanto riguarda il suo saggio monografico in volume.

Naturalmente attendiamo anche i vostri commenti, non mancate!

DUE CHAT POTTERIANE IN ARRIVO


Oggi, 1 novembre 2012, alle ore 21,00, Marina Lenti sarà ospite del portale Lumos   per una chiacchierata in chat sugli elementi soprannaturali della saga di Harry Potter, intitolata Magia e Metafisica.

L’appuntamento verrà replicato il 7 novembre, sempre alle ore 21,00, sul portale Giratempoweb.

In palio, per gli intervenuti, una copia de La Metafisica di Harry Potter, il nuovo saggio di Marina uscito il 19 ottobre scorso.

ANCORA UN HALLOWEEN IN COMPAGNIA DI HARRY POTTER


Vi siete mai interrogati sul significato simbolico del sette, numero che ricorre in maniera così incisiva nella saga di Harry Potter?
Volete scoprire di più sul tema metafisico del Doppio Harry-Voldemort?
Vi interessa apprendere le influenze della mitologia celtica, della magia druidica e della magia primitiva cui sembrano ispirarsi certi dettagli della trama rowlinghiana?
O magari investigare la genesi degli Horcrux e un’ipotesi sulla loro etimologia? O ancora, conoscere le metafore dietro la cicatrice a forma di saetta, o la lettura simbolica della fiaba dei 3 Fratelli Peverell e le radici storico-letterarie dei loro talismani?

Queste e mille altre spettacolari idee disseminate nell’opulento schema potteriano sono individuate e sviscerate nel saggio La Metafisica di Harry Potter, nelle librerie dal 19 ottobre, proprio in tempo per la ‘stagione delle zucche’ che Hogwarts non manca mai di celebrare.

L’autrice dell’opera, Marina Lenti, è già nota al pubblico potteriano italiano per aver firmato altri apprezzati volumi dedicati al giovane mago e, anche in quest’occasione, non mancherà  di condividere coi lettori gli affascinanti ‘segreti’ soprannaturali nascosti nelle pieghe di quello che è ormai considerato un gigante fra i classici della letteratura fantastica, al pari del Signore degli Anelli o della Storia Infinita.

LA QUARTA DI COPERTINA
A quindici anni dalla sua prima comparsa sul mercato editoriale, e dopo oltre una trentina fra saggi e guide pubblicati in Italia, è ancora possibile dire qualcosa di nuovo su Harry Potter?

Data la ricchezza di questa saga, la risposta è sicuramente affermativa.
Molte cose sono state infatti scritte, ma molte restano ancora da scrivere.
E se è già stata esaminata la prospettiva filosofica, scientifica, traduttiva e, ancora, il fenomeno letterario, cinematografico e mediatico, questo saggio affronta i romanzi da una sfaccettatura insolita, quella del materiale soprannaturale utilizzato nella saga, in connessione con le sue matrici storiche, antropologiche, folkloristiche, mitologiche, metafisiche e magiche.

Forse molti non sospettano che questi legami esistano o che siano così profondi e variegati: ed è per questo che vi invitiamo a scoprirli in questo volume, grazie al quale è possibile rievocare un po’ di quelle atmosfere che hanno fatto sognare, per tre lustri, generazioni di lettori distantissime fra loro per età e cultura, unificandole in un’unica grande Casa, sotto la scintillante egida di Hogwarts.

Il volume ha una pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/lametafisicadiHarryPotter

L’inidce dettagliato è rinvenibile a questo link.

 

I DETTAGLI

La metafisica di Harry Potter

di Marina Lenti

Collana: I Draghi

ISBN:978-88-96323-08-3

Pagine:240 – 14×21 – brossura cucita

Prezzo:12,90 € (la spedizione è gratuita se si acquista direttamente dal sito dell’editore – tranne per la modalità contrassegno)

(COMUNICATO STAMPA)

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 765 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: