EXTRA


1° CONCORSO POTTEROLOGIA:

Un ‘esperienza meravigliosa che non avrei vissuto senza Harry Potter

Il vincitore è Valerio Fidenzi, che si aggiudica una copia dell’antologia. Qui di seguito il suo elaborato in pdf scaricabile, accompagnato dai nostri complimenti! 🙂

 1° Concorso Potterologia



2° CONCORSO POTTEROLOGIA

Una fan fiction potteriana canon a tema libero

La vincitrice è Pia Ferrara, che si aggiudica una copia dell’antologia. Qui di seguito il suo elaborato, accompagnato dai nostri complimenti! 🙂

«Insomma, Neville!» esclamò esasperata la signora Longbottom.

«Mi dispiace tanto, nonna» rispose Neville, il viso tondo e allegro contratto in

un’espressione sofferente.

Il tappeto che ricopriva quasi per intero il pavimento del salotto di casa Longbottom era macchiato un po’ ovunque da spruzzi di pozione verdastri, esplosi quando Neville era entrato all’improvviso nella stanza inseguito da Freakle, il kneazle della zia Enid.

«Scourgify» borbottò esasperata la signora Longbottom.

Un rapido movimento di bacchetta… E la pozione scomparve magicamente dal tappeto, lasciando la stanza immacolata. Freakle, che nel frattempo si era appollaiato nella poltrona di fronte al caminetto, soffiò sommessamente all’indirizzo di Neville, che sembrava sempre più a disagio: aveva rovinato la pozione di sua nonna e sapeva bene cosa lo aspettava.

«Quando ti deciderai a essere un po’ meno avventato? Se i tuoi genitori fossero ancora qui…»

L’anziana strega lasciò la frase in sospeso, ma Neville sapeva cosa intendeva sua nonna: aveva già otto anni e fino a quel momento non aveva mostrato alcun segno di poteri magici, con gran disappunto della famiglia. In più, era di una goffaggine innata ed era raro che entrasse in una stanza senza compiere danni di ogni genere.

Quel pomeriggio, la signora Longbottom non doveva essere dell’umore più adatto per ricordare a Neville quanto rappresentasse motivo di imbarazzo per la famiglia: lo mandò a giocare in giardino senza la solita predica su quanto suo padre fosse stato fin da ragazzo un mago estremamente dotato, tanto da superare le selezioni per diventare Auror, un cacciatore di maghi oscuri.

Nel fatto che suo padre fosse stato un Auror, tuttavia, Neville non vedeva nulla di positivo: in fondo, non era proprio quello il motivo per cui lui era stato allevato da sua nonna e non dai genitori? Sospirando, il ragazzo abbandonò il salotto, prima che la signora Longbottom ci ripensasse, ma invece di dirigersi in giardino, puntò verso la sua camera. Sentiva di averne combinate abbastanza per quel giorno: una pozione rovinata e un quasi annegamento.

Quest’ultimo, in effetti, non era stato colpa di Neville, ma di suo zio Algie: il mago lo aveva lanciato senza tanti complimenti dal molo di Blackpool sperando che la situazione estrema avrebbe favorito una qualche manifestazione dei presunti poteri magici del nipote.

L’esperimento, con grande disappunto della famiglia Longbottom, non aveva sortito gli effetti sperati: solo l’intervento di zia Enid, che aveva praticato su sé stessa un incantesimo Testa-Bolla, aveva impedito a Neville di affogare, perché il ragazzo, oltre a non essere capace di fare magie, non era neppure in grado di nuotare. Chiudendo il più silenziosamente possibile la porta della camera dietro di sé, Neville si volse verso la finestra, sul cui davanzale, illuminato dagli ultimi raggi di sole, riposava la piantina di Milpop che sua nonna gli aveva regalato la settimana precedente, in occasione del suo ottavo compleanno.

Le piante erano una delle poche passioni di Neville che, secondo sua zia Enid, possedeva il “pollice verde”. Il ragazzino si sedette sulla sedia della scrivania, a guardare gli ultimi raggi del sole estivo sparire dietro le colline che circondavano la sua casa nascondendola alla vista dei Babbani.

“A cosa servirà mai” si chiese Neville “tutta questa segretezza? Tanto tra pochi anni, quando sarà chiaro che sono un Magonò, mi toccherà andare a vivere in mezzo a loro…” Il solo pensiero lo riempiva di tristezza, soprattutto perché sapeva che un nipote privo di magia avrebbe rappresentato una delusione per sua nonna. Inoltre gli sarebbe dispiaciuto non frequentare Hogwarts, la migliore scuola di Magia e Stregoneria del mondo, il cui preside, Albus Silente, era un vecchio amico della signora Longbottom.

Assorto in questi cupi pensieri, Neville si riscosse quando ormai il sole era tramontato da un pezzo: probabilmente giusto in tempo per cena. Stava per raggiungere la porta, quando, all’improvviso, la maniglia si abbassò e nella stanza di Neville irruppe lo zio Algie.

«Stavolta non mi scappi, ragazzo mio, questo esperimento porrà fine a tutti i nostri problemi!» esclamò Algernon Longbottom con voce concitata.

Prima ancora che Neville potesse muoversi o parlare, suo zio Algie gli punto contro una bacchetta gridando «Petrificus totalus!»

Istantaneamente, Neville si irrigidì come uno stoccafisso, le braccia strette lungo il corpo: soltanto gli occhi continuavano a muoversi, esprimendo sorpresa e sgomento.Senza neppure guardare suo nipote, lo zio Algie lo sollevò senza sforzo apparente e lo spinse fuori dalla finestra aperta, mantenendolo per una caviglia.

«Vediamo se questo può servire a qualche cosa! Non verrà nessuno a salvarti qui, devi toglierti dai guai da solo, Neville!»

Impaurito, Neville, si rassegnò ad aspettare la fine degli effetti dell’Incantesimo della Pastoia Total Body, sperando allo stesso tempo che zia Enid, o persino sua nonna, entrassero nella stanza all’improvviso, ponendo fine a quella tortura.

Il cuore di Neville prese a battere più veloce quando capì che il suo desiderio stava per avverarsi: dal corridoio gli giunse distintamente la voce di zia Enid, che chiamava lui e suo zio per la cena.

«Eccoti qui, Algie. Dov’è Neville?» chiese sua zia, entrando nella stanza.

L’Incantesimo della Pastoia impediva ancora a Neville di parlare o di gridare, perciò il ragazzo pregò che la zia Enid si accorgesse che suo marito stava tenendo qualcosa – o qualcuno – appeso fuori dalla finestra.

«Non ne ho idea» rispose tranquillamente lo zio Algie. «Ero passato a cercarlo anche io, ma non è nella sua stanza… Forse in giardino».

«Pare che prima ne abbia combinata un’altra delle sue» annunciò la zia Enid.

«Sarà piuttosto scosso, allora» commentò lo zio Algie.

«Già… Non starai pensando di sottoporlo ad un’altra di quelle tue stupide prove, Algernon?» chiese lei, improvvisamente sospettosa.

«Assolutamente no, mia cara!» fu la nervosa risposta del mago. «Anzi, perché non scendiamo per la cena? Scommetto che Neville è già in sala da pranzo…»

L’istante successivo, con immenso orrore di Neville, suo zio Algie lasciò andare la caviglia che gli impediva di schiantarsi sul prato sottostante, seguendo la moglie verso il corridoio che portava alle scale per il piano di sotto. Neville cominciò a precipitare proprio mentre l’Incantesimo della Pastoia perdeva efficacia. Non appena la sua lingua si sciolse iniziò a urlare, in preda al terrore.

La caduta fu veloce all’inizio, ma il suo corpo prese a rallentare mano a mano che si avvicinava al prato. Quando stava per toccare terra, Neville chiuse gli occhi, pronto a sentire un grande dolore, ma questo non arrivò mai.

Finalmente il ragazzo toccò terra, ma, invece di restarci, prese a rimbalzare per tutto il giardino, rovesciando vasi e sconvolgendo cespugli ben curati, fino ad arrestarsi completamente nei pressi di un gruppetto di gnomi da giardino, usciti dai loro nascondigli per assistere allo spettacolo. Quando fu certo che il mondo intorno a lui si fosse fermato, Neville si arrischiò a riaprire gli occhi, ritrovandosi a fissare il cielo blu sul cui sfondo risplendevano le prime stelle della sera.

Rimase steso a pancia in su, senza muoversi né parlare per alcuni minuti, che gli sembrarono un’eternità. Si riscosse, ancora incredulo, quando dal portone di casa sentì sua nonna che lo chiamava a gran voce.

«Neville! Sei stato grandioso, eccezionale, un vero fenomeno!»

Nel giro di pochi secondi Neville si trovò circondato dalla sua famiglia al completo, compreso Freakle, che aveva abbandonato la sua poltrona preferita attirato dalla confusione.

«Ma che cosa è successo?» chiese Neville, ancora leggermente stordito.

«Hai compiuto una magia Neville! La tua prima magia, che emozione! Questo dovrà essere un momento da ricordare!»

Ancora non pienamente cosciente di sé, Neville si lasciò condurre per mano da sua nonna in sala da pranzo, dove con molto sforzò tentò di inghiottire qualcosa: il suo stomaco si era chiuso per lo shock. Nonostante il senso di stordimento, Neville si rese conto che quel che tutta la sua famiglia si era sempre aspettato da lui era successo: era un vero mago e avrebbe frequentato Hogwarts!

«Dobbiamo festeggiare!» esclamò lo zio Algie, ripescando dalla cantina una bottiglia ancora chiusa di Whisky Incendiario Ogden Stravecchio.

Neville partecipò al brindisi con un innocuo succo di zucca.

«Domani mattina» annunciò lo zio Algie «andremo a Diagon Alley e ti comprerò un rospo!»

Neville pensò confusamente che sarebbe stato forte possedere un rospo, anche se si diceva che oramai fossero fuori moda…Chissà, magari avrebbe potuto chiamarlo Oscar,  era un nome che gli era sempre piaciuto!

Quando Neville si coricò quella sera, dopo aver ricevuto in regalo una confezione extra di Cioccorane, si sentì finalmente un vero mago, pronto per le avventure che la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts gli avrebbe riservato. Si addormentò dopo poco, pensando all’indomani e al nuovo futuro profilava dinanzi.

Mentre sognava, sorrideva.

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11 Risposte

  1. WOW! Complimenti a Valerio per quello che ha scritto, per aver vinto il concorso, e per essere stato capace di lasciarsi coinvolgere dalla passione per i libri!

    L.

  2. Oltretutto Valerio si è appassionato alla lettura proprio quando era in una fascia d’età che statisticamente segna un abbandono dei libri. Incoraggiante!

  3. congratulazioni a Valerio!

  4. […] Potete leggere l’elaborato vincitore del concorso precedente, a opera di Valerio Fidenzi, al link https://potterologia.wordpress.com/extra/ […]

    • Grazie a Morgana e agli amici di Giratempoweb per la diffusione!

  5. Bellissimo racconto Valerio complimenti!!
    spero che il 2 concorso porti ad un altro racconto altrettanto bello ! grazie per i ringraziamenti ma è dovere per i potteriani informarli su tutto e questa è un iniziativa meravigliosa!

  6. Congratulazioni a Valerio anche da parte mia!

  7. […] In altre parole, si tratta di una raccolta di dieci saggi, scritti da autori diversi, dove si analizzano tutte le varie sfaccettature che hanno contribuito al successo dei libri della saga di Harry Potter. Cosa c’entro io con tutto questo? C’entro perché per ingannare l’attesa (il libro sarà in vendita dal 3 ottobre 2011) l’editore (o chi per lui) ha deciso di promuovere dei concorsi, il primo dei quali consisteva nella redazione di un elaborato dal titolo “Un’esperienza meravigliosa che non avrei vissuto senza Harry Potter”. Ovviamente non mi sono lasciato scappare l’occasione di mostrare il mio attaccamento quasi patologico a questa saga e così ho proposto il mio scritto. Ho dovuto stringere molto… fosse stato per me avrei scritto qualcosa come cento pagine ma purtroppo c’era il limite di due cartelle e quindi la fatica più grande è stata concentrare dieci anni di emozioni in quelle due pagine scarse. In palio c’era una copia del libro e… beh, in poche parole me la sono aggiudicata io! Questo è il mio elaborato: Mi viene chiesto di descrivere un’esperienza meravigliosa che non avrei vissuto senza Harry Potter. Probabilmente sarebbe stato più facile immaginare come sarebbe stata la mia vita se fossi nato nel medioevo, nell’ottocento o in un futuro distopico. Pertanto inizio dicendo che non mi è possibile ricondurre Harry Potter ad una sola esperienza perché la mia vita è stata completamente stravolta da questi libri. Non sto esagerando, ve lo garantisco. (continua sul blog di Potterologia…) […]

    • Ciao, sto cercando di organizzare un raduno di tutti i potteriani coinvolgendo anche le scuole. Vorrei organizzare alcuni convegni sui libri di harry potter, sapete a chi posso riolgermi?
      grazie

  8. Complimenti anche a Pia per la vittoria nel secondo concorso! Ottima scelta dell’argomento, carino il modo in cui ha dato vita a un episodio che conoscevamo solo per “sentito dire”!

  9. […] EXTRA […]

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